Uno dei miei compiti in quanto scrittore è quello di assalire le vostre emozioni e forse di aggredirvi e per far questo uso tutti gli strumenti disponibili. Forse sarà per spaventarvi a morte, ma potrebbe anche essere per prendervi in modo più subdolo, per farvi sentire tristi. Riuscire a farvi sentire tristi è positivo. Riuscire a farvi ridere è positivo. Farvi urlare, ridere, piangere, non mi importa, ma coinvolgervi, farvi fare qualcosa di più che mettere il libro nello scaffale dicendo: "Ne ho finito un altro", senza nessuna reazione. Questa è una cosa che odio. Voglio che sappiate che io c'ero
- Stephen King

sabato 24 febbraio 2018

In arrivo POPSY di Stephen King in versione graphic-novel

In occasione del prossimo Cartoomics di Milano, che si terra dal 9 all'11 marzo, la Cut-Up Publishing presenterà LE MASCHERE DELL'ORRORE, una raccolta di trasposizioni a fumetti di storie firmate da importanti autori del panorama horror statunitense tra i quali Mort Castle, Robert R. McCammon, Robert E. Weinger, ecc. Sarà un cartonato di circa 130 pagine.
Gli appassionati di graphic-novel avranno così l'occasione di portarsi a casa un volume che per la prima volta farà la sua apparizione nel panorama italiano, in america uscì già anni fa con il titolo Illustrated Masques e venne curato da J.N. Williamson.

Per i kinghiani una piccola e piacevole sorpresa, infatti troveranno all'interno il racconto POPSY di Stephen King, contenuto nella raccolta Incubi & Deliri del 1993.
In questa storia, Sheridan, un giocatore d'azzardo con pesanti debiti, accetta di rapire bambini per un uomo conosciuto come Mr. Wizard per poterlo ripagare di una recente sconfitta. Mentre è in agguato nel parcheggio di un centro commerciale all'interno del suo van, vede un bambino in piedi vicino all'entrata, lontano dai genitori. Sheridan lo avvicina, lo convince di aver visto il suo Popsy (come il bimbo lo chiama).





Enrico

giovedì 22 febbraio 2018

Le novità sul film di DOCTOR SLEEP

Il sequel di Shining, DOCTOR SLEEP, vedrà presto la luce anche sugli schermi cinematografici e si tratta di uno dei progetti che caratterizzeranno le opere di Stephen King nei prossimi anni. Il rilancio dello scrittore nei cinema quindi non accenna a diminuire, anzi crea discussioni e raccoglie consensi in ogni parte del globo.

Già da tempo voci internettiane chiacchieravano su un possibile adattamento del romanzo ed in effetti una sceneggiatura era già stata preparata dal regista Akiva Goldsman salvo poi svanire come parole al vento. Come poi spesso capita, un fulmine a ciel sereno colpisce la scena cambiando le carte in tavola e i personaggi.
Infatti, alla regia è stato chiamato Mike Flanagan, reduce dalla recente esperinenza kinghiana di Il gioco di Gerald (disponibile su Netflix), che si è dimostrato entusiasta del nuovo progetto.
Dovrebbe essere dunque lui il timoniere ufficiale della nave che riporterà al cinema Danny Torrance e la sua Luccicanza che, ormai adulto, cercherà di uscire dai suoi problemi di alcolismo anche grazie alla ri-acquisizione dei suoi poteri e all'incontro con una donna dalle doti simili.

Ancora non si hanno notizie su data di uscita presunta e di inzio riprese e credo non sarnno svelate nell'immediato futuro in quanto Flanagan è ora impegnato sul set di una nuova serie TV in dieci episodi targata Netflix, uno dei classici americani più amati della letteratura sui fantasmi: L'incubo di Hill House.





Enrico

martedì 20 febbraio 2018

MAN WITH A BELLY di Stephen King pubblicato in un'antologia

Cari lettori e lettrici, la notizia è trapelata dal sito della Cemetery Dance Publications qualche giorno fa e a malincuore posso già dirvi con certezza che rimarrà un'esclusiva americana per molto tempo ma non per questo deve essere taciuta tra noi kinghiani e non solo.
I più esperti sapranno che Stephen King, oltre alle numerosissime opere con cui ci ha deliziato nel corso della sua carriera, posside tutto un repertorio di racconti giovanili che non sono mai stati svelati su 'grande scala' e che solo ora sembrano incuriosire le case editrici. Si tratta di scritti apparsi per la maggior parte su riviste come Cavalier e/o Penthouse, capite anche voi quindi la difficoltà di diffusione.

Ma torniamo al punto, MAN WITH A BELLY (Uomo di pancia) è proprio uno di quei racconti, apparso sull rivista Cavalier nel dicembre del 1978, poi ristampato per Gent l'anno successivo e che sarà pubblicato in unico volume, in edizione limitata dalla casa editrice di Richard Chizmar.
La storia, a sfocate sfumature italiane, è quella di Vittorio Correzente, boss mafioso con una moglie molto più giovane che sperpera i soldi del marito dandosi al gioco d'azzardo. Vittorio decide così di punirla assoldando un sicario a cui dà l'ordine di violentarla ma le cose non andranno esattamente come previsto.
E così questo vecchio e violento racconto crime apparirà quest'anno in Killer Crimes, un'antologia di autori vari per la Cemetery Dance Publications.
Come accenavo prima, la traduzione italiana non esiste e temo che non esisterà per molto tempo quindi mi rivolgo a voi collezionisti: affrettatevi a visitare il sito e informatevi sulle modalità del pre-ordine se volete portarvi a casa questo gioiellino.





Enrico

sabato 17 febbraio 2018

RECENSIONE | TRILOGIA DELLA CITTA' DI K... sopravvivenza e scarnificazione

Trilogia della città di K. (Trilogie des jumeaux) è un romanzo della scrittrice ungherese Agota Kristof. Si compone di tre parti: Il grande quaderno (Le grand cahier), pubblicato separatamente nel 1986, La prova (La Preuve) del 1988 e La terza menzogna (Le Troisième Mensonge) del 1991.
I romanzi raccontano la vita di due gemelli, Lucas e Claus/Klaus, dei loro familiari e delle persone che essi conoscono e con cui intrecciano rapporti durante la seconda guerra mondiale.
Sono nomi anagrammati, e per tutto il libro risultano personaggi interscambiabili in un rapporto dapprima morboso poi incredibilmente distaccato.
Due gemelli a riscoprire le loro radici, ad inseguire un passato, una ricerca dolorosa in cui gli inganni dell’uomo sono secondi soltanto a quelli della ragione. Nella città di K., nel mondo martoriato da deflagrazioni e pallottole furenti, uomini, donne, bambini e vecchi sono carne da macello. Soffrire significa soccombere e non conoscere. Nel desolante panorama della città, nessuno è risparmiato e la penna si sofferma con inesausta crudezza su bimbe stuprate da soldati, su uomini dilaniati dalle mine, sulla follia, su animali impiccati o annegati. La guerra deturpa l’uomo, lo fa regredire alla ferinità.

Tutto ha inizio con una madre disperata è costretta ad affidare alla nonna i proprio figli, lontano da una grande città dove cadono le bombe e manca il cibo. Siamo in un paese dell'Est, ma né l'Ungheria né alcun luogo preciso vengono mai nominati. La nonna è una 'vecchia strega' sporca, avara e senza cuore e i due gemelli, sono due piccoli maghi dalla prodigiosa intelligenza. Intorno a loro ruotano personaggi disegnati con pochi tratti scarni su uno sfondo di fame e di morte.

Non c’è speranza , non c’è redenzione, non c’è bellezza, soltanto disperazione. La guerra, fantasma assillante e concreto, assorbe la serenità, avvolge il mondo in un fumo denso e grigio. L’amore non è rosso, non trionfa, anzi, perde miseramente. Ossessioni e demoni emergono dagli abissi dell’animo a disgregare le mura della razionalità, a tentare di aggrapparsi alla serenità. Nell’Europa in guerra pensare di vivere è soltanto un’utopia lontana che nemmeno sfiora la mente. Nel processo di scarnificazione cui la realtà qui è sottoposta, la brutale legge della sopravvivenza si fa paradigma per analizzare il mondo, per difendersi, per riuscire a non soffrire. Scarnificazione delle emozioni, della libertà dell’infanzia, del gioco e dell’intelligenza.
Se la guerra fa soffrire, allora è necessario abituarsi al dolore. Se l’uomo è costretto a vivere nella realtà, allora bisogna abituarsi alla verità. Se il mondo tenta di sopraffarti, allora bisogna essere crudeli. È l’intelligenza di due gemelli, lo sguardo penetrante e straordinariamente maturo di due giovani a descrivere la loro lotta in un mondo deserto, sterile. E se Dio è morto, allora bisogna apprendere cosa sia la vera solitudine.

La linearità della prima parte, le frasi così brevi da morire sotto il fuoco di trincea, così affilate da ferire per la crudeltà, così abilmente soppesate per colpire là dove la carne è più debole, si sciolgono in una scrittura più complessa, ma mai complicata, che mantiene intatta una brutalità inestinguibile. Alla prima persona plurale, punto di vista originario, si sostituisce la terza singolare, poi la prima singolare, in un dialogo serrato con un 'tu' immaginario con cui il lettore s’identifica.
La chiarezza del primo scritto sembra annebbiarsi poco a poco, fino a dissolversi nella confusione dell’ultimo capitolo. Eppure il processo alla fine è chiaro, ma ormai è troppo tardi. Lo scorticamento dell’anima che sembrava ormai concluso esige una nuova muta, una nuova metamorfosi, quando l’uomo raggiunge l’orlo del baratro i dettami morali si palesano in tutta la loro effimera consistenza: non si può giudicare, né si deve farlo. Alla fine la pelle si perde definitivamente a diventare scheletri appesi per l’eternità ad un desiderio morto, privi di difesa di fronte a un mondo che si manifesta in tutta la sua crudeltà.
Il primo capitolo di questa favola nera rimane il migliore, il più doloroso e magnetico, con un ritmo placido e misurato che anima un mondo nuovo dai confini imprecisati come una marionetta assassina.

E' interessante perdersi tra i vortici creati ad hoc da Agota Kristof  nelle pagine di Trilogia della città di K., un romanzo duro, amaro e a tratti crudele, dove la tragedia non viene mai edulcorata, ma graffia come una belva furiosa. Da immagini di guerra, bombe, morte, ad immagini di annientamento psicologico, di ottenebramento e sdoppiamento.
L'arma vincente è lo schema narrativo adottato, ricco di effetti destabilizzanti per il lettore, condotto attraverso un rincorrersi di sogni e realtà, un gioco degli specchi, di tunnel spazio-temporali in cui perdersi. E' una maniera alternativa per scrivere degli orrori della guerra, senza necessità di focalizzare l'attenzione su città e nomi precisi, perché le tragedie sono multiple e si intrecciano seguendo strade diverse.
In questa trilogia realtà e sogno ad occhi aperti sono sapientemente intrecciati e poi sciolti e mentre i fatti emergono in tutta evidenza ci si accorge che il tentativo di alterarli non è andato a buon fine: da un destino di dolore e solitudine non si può comunque fuggire.

Un romanzo sulla memoria, sulla fugacità e sulla solitudine imposta dal destino. Questa è un'opera di terrore, di dolore e di rassegnazione, esattamente nell'ordine in cui li ho citati.
Atmosfere cupe, linguaggio scarno, contenuti duri e a volte scabrosi, è questa la scrittura della Kristof, pacata e rabbiosa, deprimente e mai banale.
Un impianto narrativo ad effetto, studiato dal suo incipit alla sua conclusione, orchestrato con maestria stilistica, punteggiato da istantanee destinate ad imprimersi nella pupilla e nel cuore del lettore.
Grande e implacabile è il senso di vuoto e desolazione che si innalza al termine del lungo viaggio, un vortice finale di speranza e disperazione avvinghiati e inseparabili.



Il mio voto: 9



Enrico

giovedì 15 febbraio 2018

IL CINEMA DI FRANK DARABONT | Il saggio dedicato al regista kinghiano

Tra i registi più amati e apprezzati da Stephen King c'è sicuramente Frank Darabont la cui carriera nasce sul finire degli anni '70 come un sogno, improvviso e spiazzante, il grande sogno americano che ci ricorda ogni volta che nulla è impossibile. I due sono grandi amici e per conto del Re, Frank, ha girato alcune delle più emozionanti pellicole tratte dai suoi romanzi: Il miglio verde, Le ali della libertà e The Mist.
Esiste ora un saggio che approfondisce la sua figura cinematografica, dalla regia alla sceneggiatura, dalla produzione alla sperimentazione di nuovi linguaggi nel campo dell’entertainment, che lo porteranno a rivoluzionare il modo di intendere anche le serie tv con The Walking Dead.

IL CINEMA DI FRANK DARABONT è scritto da Luigi Boccia, in collaborazione con Giada Cecchinelli, Nicola Lombardi, Diego Matteucci e Lorenzo Ricciardi. Pubblicato dalla Weird Book, nella collana Overlook, per la prima volta in Italia questo saggio analizza i diversi ambiti della carriera di Frank Darabont.
Da febbraio è disponibile sul sito weirdbook.it al prezzo di 16.50 euro.
Il 'regista kinghiano' per eccellenza riesce a spiazzare attraverso le atmosfere che raccontano dei mondi che soggiacciono all’ambientazione. Le sue opere sono una continua riscoperta di suoni, colori e spazi capaci di prendere vita oltre lo schermo e invadere la nostra realtà.
Ennesimo lavoro magistrale da parte di un gruppo che non rinuncia mai a mettere al primo posto il lettore più appassionato, regalandogli sempre qualcosa di nuovo e frizzante. La copertina di Giorgio Finamore poi, è qualcosa di spettacolare.
Il mio è ormai un appuntamento fisso e so di poter contare su questi ragazzi, non mi deludono mai.



Enrico  

martedì 13 febbraio 2018

Le novità sul film di PET SEMATARY

Il ritrovato amore tra Stephen King e il mondo del cinema è stata una buona notizia nel 2017 e sembra lo sarà anche per il 2018, le sue storie hanno sempre regalato grandi soddisfazioni.
L'anno appena passato è stato una sorta di 'rinascimento' per lo Zio: da IT a La Torre Nera, da La Nebbia a Il Gioco di Gerald, sono davvero tante le opere del Re che sono tornate sul piccolo e grande schermo. Certo, non tutte con grandi risultati o meglio con quelli auspicati ma per noi appassionati sono state emozioni intense.

Ora è il turno di Pet Sematary, uno dei suoi romanzi più popolari, che verrà adattato per il cinema da Kevin Kolsch (Starry Eyes) e prodotto da Paramount. Protagonista della storia è la famiglia Creed, che si ritrova al centro di una serie di eventi spaventosi dopo essersi trasferita nel Maine, in una grande casa bianca costruita vicino al cimitero degli animali.
Non è la prima volta che quest'opera viene adattata, già nel 1989 Mary Lambert firmò la regia del film sceneggiato dallo stesso King. Dopo gli ottimi risultati al botteghino è arrivato anche un sequel con Edward Furlong e Anthony Edwards, ma non è riuscito a ripetere il successo del primo capitolo.
Per il momento si ha solo la conferma che la pellicola si girerà e chi sarà a realizzarla, per un appassionato come me l'hype è alle stelle e spero in rapide e succose novità.





Enrico

sabato 10 febbraio 2018

ELEVATION è il secondo libro di Stephen King nel 2018

Cari lettori, nemmeno abbiamo il tempo di gustarci le succose notizie delle due prossime uscite in libreria che Stephen King ce ne piazza subito un'altra. Tempo fa aveva già incuriosito i suoi fan accennando ad un romanzo breve ambientato sempre a Castle Rock dal titolo ELEVATION.
Ora la notizia è ufficiale, il prossimo ottobre (giorno presunto, il 30) il libro sarà disponibile in tutte le librerie americane.
Saranno 144 pagine con protagonista Scott Carey che si troverà a dare sostegno a una coppia di donne omosessuali alle prese con i pregiudizi degli abitanti della cittadina che non vedono di buon occhio l'apertura di un ristorante da parte della coppia.

Sicuramente dovremo aspettare il 2019 per poterlo leggere anche nel nostro paese ma intanto possiamo consolarci con La scatola dei bottoni di Gwendy che uscirà il prossimo 20 marzo e The Outsider che, come la logica editoriale degli ultimi anni vuole, sarà da noi il prossimo autunno.





Enrico

giovedì 8 febbraio 2018

Il nuovo teaser trailer di CASTLE ROCK

CASTLE ROCK è la serie TV in dieci episodi ordinata dalla piattaforma streaming Hulu, e di cui è produttore esecutivo J.J. Abrams, ambientata proprio nella città fittizia del Maine menzionata nel titolo, che Stephen King usa come setting della maggior parte delle sue storie.

La produzione, iniziata lo scorso luglio in Oregon, coinvolgerà un cast variegato di attori, che comprende ad esempio Bill Skarsgaard, che dà il volto anche al Pennywise nel nuovo IT; Terry O’Quinn, il Locke di Lost, Scott Glenn, il maestro Stick di Daredevil e The Defenders, Melanie Lynskey, Jane Levy e Sissy Spacek, la Carrie di Lo sguardo di Satana.

Debutterà negli Stati Uniti la prossima estate e ogni stagione narrerà storie differenti ma tra loro collegate. Si tratta quindi di un ritorno tra i luoghi del Maine più noti ai lettori di Stephen King.
Intanto è stato diffuso un nuovissimo teaser trailer che potete gustarvi qui sotto.



IL TRAILER




Enrico

sabato 3 febbraio 2018

RECENSIONE | LA STRATEGIA DI BOSCH... Bosch e i mariachi

La strategia di Bosch (The Burning Room) è il diciassettesimo romanzo di Michael Connelly con il famosissimo detective Harry Bosch, edito nel 2014 e facente parte di una serie di opere che hanno scalato le classifiche di tutto il mondo.
E' un 'police procedural' atipico, in quanto la figura di Bosch è assolutamente predominante e non viene messo in particolare risalto l'eventuale contributo alle indagini di altri poliziotti.

Il protagonista è Hieronymus Bosch che vive nella caotica e violenta Los Angeles ed è un agente capace ma dal carattere difficile. Piccolo orfano, reduce dal Vietnam, un passato di eccessi tra fumo e alcol, un matrimonio fallito e una casa semidistrutta da un terremoto ne fanno un elemento importante per le indagini più complesse ma "scomodo" per i superiori che subiscono pressioni politiche e d'immagine alle quali l'ormai cinquantenne detective non si è mai piegato.
In questo nuovo capitolo deve occuparsi di una vittima morta con dieci anni di ritardo rispetto alle intenzioni dell'omicida. L'uomo era riuscito a resistere tutto quel tempo con un proiettile nella schiena senza che si potesse individuare chi era stato a tentare di ucciderlo ma gli indizi e le eventuali prove si sono dissolti nel tempo. Un compito difficile per Harry Bosch ma ancor più per la sua giovane partner, Lucia Soto, che non ha alcuna esperienza di omicidi.
Il morto è un mariachi e al tempo del suo ferimento non c'era niente che potesse spiegare il tentativo di ucciderlo, tanto che si era pensato ad un proiettile vagante, ma ora i due sanno che è da quel proiettile che deve iniziare un'indagine che spalancherà abissi di avidità e corruzione fino a coinvolgere un altro caso irrisolto, avvenuto vent'anni prima: un incendio che aveva causato la morte di molti bambini in un asilo non autorizzato.

Si tratta di un thriller molto ben strutturato e di un ritorno in auge di Connelly dopo alcune storie sottotono e di poca inventiva, una volta iniziato non si vede l'ora di sapere come va a finire nonostante la leggera lentezza delle prime cento pagine. Lo stile dell'autore è efficace, come al solito, non si perde in inutili ragionamenti, è chiaro, diretto e perfetto.
Bosch è sempre Bosch, da fan accanito sono intristito dal suo prossimo e probabilmente definitivo, questa volta, pensionamento che si concretizza in un epilogo angoscioso e amaro per gli amanti della saga. L'immagine finale dipinge un uomo di 61 anni dalla corazza coriacea che nasconde un cuore tenero e spezzato dal dolore.
Al momento so che ci sono ancora due libri ad attendermi con lui protagonista e posso allora tirare un sospiro di sollievo ma non senza chiedermi che tipo di detective ritroverò, se sarà ancora all'unità Casi Irrisolti o se il Sistema lo ha definitivamente fatto fuori. Certo è che le sue avventure non potranno durare in eterno, ce poco da farci.
L'introduzione di una nuova partner (la seconda, dopo Kizmin Rider) è stata una bellissima sorpresa e il fatto che venga descritta come una giovane detective senza esperienza potrebbe essere un indizio per una continuity della saga. Così forte, in gamba e simile a Bosch, la detective Soto riesce a fare subito colpo entrando nelle grazie di quello più anziano che si rivede e rivive i suoi primi anni al dipartimento, motivo che lo spinge ad accoglierla sotto la sua ala protettiva insegnandole il mestiere.
Mi piacerebbe fosse questo un modo per avviare una nuova serie con una nuova protagonista che non ci farebbe sicuramente rimpiangere il precedente.

Connelly tesse un intreccio tra ricordi, affetti e potere che tiene il lettore in sospeso fino in fondo, rimanendo tuttavia lineare e verosimile.
Un ottimo thriller, dall'inizio alla fine ti coinvolge in questa sua "dannata" indagine e ti porta in una continua suspance con colpi di scena a ripetizione.
Riesce a trasformare una trama stereotipata in una storia nuova, fitta e inusuale che, mantenendo comunque lo stesso intreccio di altri romanzi, inquadra il tutto da un altro punto di vista, quello umano e della sofferenza.
Ma mano che l'indagine procede, Michael Connelly ci fa capire ancora una volta quello che rende Harry Bosch così speciale e una cosa è certa: qualsiasi cosa l'inimitabile detective sceglierà sempre di fare in futuro, lo accompagneremo volentieri nel suo viaggio.



Il mio voto: 8



Enrico

giovedì 1 febbraio 2018

Posticipata l'uscita italiana di LA SCATOLA DEI BOTTONI DI GWENDY

A causa di non so quale oscura ragione editoriale la Sperling & Kupfer, dal suo canale Facebook ufficiale, ha posticipato di un paio di settimane l'uscita di LA SCATOLA DEI BOTTONI DI GWENDY, romanzo breve scritto a 4 mani da Stephen King e Richard Chizmar (Cemetery Dance Publications).
La pubblicazione, prevista inizialmente per il 6 marzo, è stata spostata al giorno 20 dello stesso mese con non poco rammarico del sottoscritto. Certo, non sono quei pochi giorni a cambiare la faccenda ma quando si tratta di un nuovo libro del RE la febbre da appassionato sale scatenando una voglia irrefrenabile di correre in libreria.


Gwendy Peterson ha dodici anni e vive a Castle Rock, una cittadina piccola e timorata di Dio. E' cicciottella e per questo vittima del bullo della scuola, che è riuscito a farla prendere in giro da metà dei compagni. Perciò Gwendy corre tutte le mattine sulle Suicide Stairs (promontorio sopraelevato che prende il nome da un famoso suicidio avvenuto trentacinque anni prima), ed è lì che incontra Mr. Farris, un uomo vestito di nero. Come tutti i bambini Gwendy si è sentita mille volte dire di non dare confidenza agli sconosciuti, ma questo sembra davvero speciale, dolce e convincente. E le regala la Scatola dei Bottoni, spiegandole che esaudirà i suoi desideri. L'unico monito è che Gwendy non dovrà mai toccare il Bottone Rosso. Ma lei è una ragazza curiosa.







Enrico

martedì 30 gennaio 2018

Nuove ed inedite immagini dal set di IT

Qualche tempo fa, spulciando e navigando su internet alla ricerca di notizie certe sull'uscita dell'edizione home-video del film IT mi sono imbattuto in una serie di nuovissime ed inedite immagini proprio tratte dal backstage e dalle riprese del film.
Vi ho raccolto qui le migliori, tutte in altissima risoluzione, alcune spaventose, altre divertenti, con protagonista sempre il nostro amato clown Pennywise.
Buona visione!



















Enrico

sabato 27 gennaio 2018

RECENSIONE | USCITA PER L'INFERNO... un processo di autodistruzione

Uscita per l'inferno (Roadwork) è il secondo romanzo thriller scritto da Stephen King con lo pseudonimo Richard Bachman e pubblicato nel 1981. La caratteristica che accomuna tutti i suoi libri scritti sotto mentite spoglie è la completa assenza di elementi soprannaturali come vampiri, case infestate, spettri o poteri particolari dei protagonisti, che la fanno da padrone nella maggioranza dei casi.
Questo è però l'unico elemento di congiunzione tra Uscita per l'inferno e il precedente La lunga marcia, se li guardiamo in faccia, infatti, comprendiamo chiaramente come raccontino di due situazioni diametralmente opposte. Una stupida, irreale ed insensata corsa contro il tempo che non perdona la stanchezza e la sofferenza, che non guarda in faccia alla disperazione, contrapposta ad un dolore ben più radicato che germoglia da fottute ideologie politiche al solo scopo di arricchire le tasche dei potenti.
La disperazione, ecco il sentimento che pervade il lettore quando affronta un Bachman ed è inevitabile non scivolare nei suoi abissi più oscuri, ti trascina li, dove vuole lei per poi soffocarti lentamente quasi a dirti: lo sapevi che sarebbe finita così ma hai voluto seguirmi lo stesso. Assecondi i protagonisti sentendoti in dovere di avvisarli della grande oppressione che si sta abbattendo su di loro ma è quel vetro ermetico, creato da King, a impedirti di raggiungerli nel momento in cui ne avrebbero più bisogno. O forse no, perchè è proprio così che vogliono farla finita. Ecco il processo di autodistruzione.

George Dawes è un uomo pacifico con una moglie ed un impegno fisso presso la lavanderia del paese, che però non riesce a superare il trauma della scomparsa del figlio Charles, morto giovanissimo per un tumore cerebrale.
Venuto a sapere della prossima costruzione di un inutile tratto di autostrada, che lo costringerà a lasciare la casa e la lavanderia, perde il controllo abbandonando i colleghi e la moglie Mary. Inizia così una serie di avventure che lo conducono tra malavitosi senza scrupoli, missionari senza speranza e Olivia, un'autostoppista giovane e disillusa.
Ma è solo l'inizio della discesa agli inferi perchè da quel momento, una parte dentro di sè, acquista armi ed esplosivi  in attesa del giorno X, termine ultimo per sgomberare la casa in cui ormai vive solo e depresso.

Lo scenario è quello del classico uomo della media borghesia americana che si trova in lotta contro il sistema e che si rifiuta, con ogni sua cellula, di accettare i cambiamenti impostigli dalla sporca macchinazione municipale.
La follia che si nasconde sotto strati di panni sporchi, non lavati neppure in famiglia, trova la via per la libertà ottenebrando la mente di George portandolo al crollo, al cedimento di quella diga fatta di rancori e rabbia.
Stephen King ha messo nel personaggio parte del proprio vissuto dato che lui stesso aveva lavorato in una lavanderia prima di diventare uno scrittore di bestseller di fama mondiale. Anche questo dettaglio lo ha reso riconoscibile nonostante lo pseudonimo che aveva scelto per mettersi alla prova, quel che è certo è che compì un passo falso che rivelò la sua identità oppure la cosa era volta per aggiungere successo alla fama che già possedeva. Ha saputo comunque far parlare di sè come dimostrano le numerosissime ristampe.
Un libro molto interessante ma che ho trovato confuso soprattutto nella parte iniziale quando non si capisce quale sia davvero l'intenzione dell'autore e dove voglia andare a parare. La parte centrale è molto più scorrevole ma senza grandi colpi di scena e che introduce ad un finale, ahimè, troppo scontato e affrettato.
Riprendendo il concetto iniziale, è proprio nella parte centrale che si tocca l'apice del coinvolgimento, quel momento in cui ti senti in dovere di soccorrere Dawes, di avvisarlo del pericolo e guarda caso è proprio il momento in cui entra in scena Olivia. Ecco perchè, secondo me, il lettore è Olivia, quella mano tesa offerta ad un pover uomo sull'orlo del precipizio ma che purtroppo non vuole essere aiutato.

Come si dice, non tutte le ciambelle riescono con il buco e non sempre i libri di Stephen King riescono bene. Il fatto che Uscita per l'inferno abbia ottenuto un grandissimo successo è da attribuirsi al nome dell'autore.
Per quanto faccia vibrare delicate corde dell'essere e dell'esistere nella società, nonostante la consideri una delle opere più struggenti e tormentate del RE, manca qualcosa, quella piccola ciliegina che avrebbe reso la torta migliore e completa. Una giusta dose di colore nella monocromaticità a tinte scure del libro.
Non sempre si legge con piacere e in alcuni capitoli può risultare alquanto noioso e privo di ritmo, per questo credo sia una delle storie meno discusse sul web e non solo.
Non è da includere nella rosa dei migliori di Zio Steve.



Il mio voto: 7



Enrico

giovedì 25 gennaio 2018

Svelata la copertina definitiva di THE OUTSIDER

Non ci sono più dubbi e segreti ormai, THE OUTSIDER, il nuovo romanzo di Stephen King, ha ufficialmente un 'volto'. Oltre alla confermatissima data di pubblicazione, il prossimo 22 maggio negli States, il magazine on-line Entertainment Weekly ne ha svelato la copertina definitiva dopo un susseguirsi di presunte fan-art che si spacciavano per cover ufficiali.
La mostro qui in tutto il suo splendore, è davvero una bomba, fenomenale. Mi ha subito riportato alla mente il sottosopra di Stranger Things e scommetto che in molti saranno d'accordo con l'assonanza.
Spero che l'editore italiano, sulla falsa riga delle precedenti pubblicazioni, non la cambi e mantenga la stessa, magari con qualche piccolo accorgimento come è solito fare.
Dopo la 'fatica' scritta a quattro mani con il figlio Owen, il RE ritorna al thriller/crime con un romanzo che promette scintille.

Un ragazzino di 11 anni viene brutalmente ucciso e ad essere accusato è l'allenatore della Little League di baseball della città. L'uomo sembra avere un alibi di ferro ma dall'indagine emergono inquietanti risposte e quando i pezzi del puzzle saranno tutti al loro posto la verità sarà scioccante.





Enrico

martedì 23 gennaio 2018

Stephen King sarà premiato con il PEN America 2018

E' il premio che viene consegnato ogni anno dall'organizzazione letteraria dei diritti umani ad un autore acclamato dalla critica "il cui lavoro ci aiuta a comprendere ed interpretare la condizione umana, promuovendo empatia e immaginazione anche nelle nostre ore più buie".
Quest'anno il PEN America 2018 sarà consegnato a Stephen King nella splendida cornice dell'American Museum of Natural History di New York, il prossimo 22 maggio, giorno di uscita dell'ultimo romanzo dello Zio: The Outsider.

Prima di lui, sono stati molti gli autori, riconosciuti a livello mondiale, ad essere stati insigniti del riconoscimento. Scrittori del calibro di Stephen Sondheim, J.K. Rowling, Salman Rushdie, Toni Morrison e Margaret Atwood.
Si aggiunge quindi il RE che, tra gli altri, ha scritto capolavori come IT, Danse Macabre e Misery.





Enrico

sabato 20 gennaio 2018

MY BOOKSHELF 2017 | Un anno di libri

Con quasi un mese di ritardo riesco finalmente a pubblicare il mio Bookshelf 2017 amici readers, e quindi vuol dire che è giunto per me il momento dei resoconti, di tirare le somme di questo piccolo spazio web in cui cerco di racchiudere tutta la mia passione per i libri. Il post arriva in ritardo a causa dell'ultima lettura dello scorso anno che mi ha tenuto impegnato più di quanto immaginassi per motivi di tempo dedicatogli.

Chi ormai mi segue da qualche tempo sa che ogni libro che leggo lo sintetizzo con una piccola recensione/analisi che sistemo poi nell'apposito scaffale di questa libreria virtuale.
Nonostante tutto nel 2017 ho letto 19 libri, un piccolo traguardo, superando il limite dell'anno precedente dove le mie letture si erano fermate a 17 scegliendo di dedicarmi soprattutto ad un genere: il thriller nelle sue varie sfumature.

Continuando quindi quel filone e volendo terminare ciò che mi ero promesso l'anno prima, ho proseguito con i libri di Michael Connelly  e non solo con la serie dedicata a Harry Bosch ma allargandomi anche ai romanzi autoconclusivi arrivando quasi a completare l'intera sua opera omnia. Ha scritto parecchio nella sua lunga carriera. Gli ho dedicato 10 libri quest'anno, tra alti e bassi.
Accanto al maestro del thriller internazionale c'è l'altro maestro americano, quello, definito da molti, dell'horror (che horror poi non è, si potrebbe aprirne una discussione). L'autore che preferisco in assoluto e che mi ha ispirato nel creare questo Blog: Stephen King con le sue 63 opere che ho scelto di leggere o rileggere in ordine cronologico a partire dal 2016. A lui ho dedicato 5 libri quest'anno, 4 romanzi (di cui un Bachman) e una raccolta di racconti.
Infine, gli ultimi 5 slot della mia libreria sono stati occupati da 4 romanzi e un saggio degli autori Saviano, Bohler, Murakami, Cognetti e Suskind. E' stata una 'prima volta' con tutti e cinque gli scrittori e proprio tra questi ritrovo il Top e il Flop del 2017.

Insomma, quello che trovate qui è il Bookshelf dell'anno appena concluso. Navigate anche voi tra le storie che mi hanno accompagnato e ditemi la vostra se vi va, sarei felicissimo di confrontarmi con le vostre idee ed opinioni.




MY BOOKSHELF 2017





A VOLTE RITORNANO

Voto: 9

Un magistrale Stephen King, un abile scrittore di novelle in cui l'orrore non sempre si manifesta in modo diretto, spesso è soltanto suggerito, sottile e sfuggente.
Una scrittura potente ed evocativa.
La prima e migliore raccolta dell'autore del Maine.
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IL POETA E' TORNATO

Voto: 9

Uno scontro così furente tra detective e indiziato non lo avevo mai letto. Scontri a fuoco, esplosioni e lotte corpo a corpo fanno della storia un mix di ingredienti ad alta tensione così forte che mai avevo letto in un suo libro.
Un altro ottimo romanzo per l'ex giornalista Michael Connelly.
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GOMORRA

Voto: 6

Roberto Saviano ha rotto il silenzio della camorra che smette di essere un fenomeno meramente nazionale e diventa un fenomeno mondiale.
Molti lo criticano per aver infangato il suo Paese ma la verità è che quando si finisce di leggere questo libro non si riesce più a smettere di pensarci.
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LA RAGAZZA DI POLVERE

Voto: 7

Connelly rimane una garanzia: è fantasioso, stimolante e avvincente. Non mi stancherò mai delle sue trame, i dialoghi sono sempre una garanzia di qualità e realismo.
Entra nei suoi personaggi, coinvolgendo il lettore nelle emozioni e nelle dinamiche del romanzo, che avvince al punto che riesce davvero difficile interrompere la lettura.
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LA ZONA MORTA

Voto: 9

Stephen King è un genio, non a caso viene definito il maestro indiscusso di questo genere, la sua mente è decisamente contorta ma riesce quasi sempre a catapultarmi nella sua follia.
Regala una lettura scorrevole e mai noiosa, forse un paio di capitoli troppo prolissi con descrizioni lunghe e superflue ci sono ma non riducono comunque l'attenzione sulla storia.
L'ennesimo capolavoro.
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IL CERCHIO DEL LUPO

Voto: 8

Non uno dei migliori di Connelly ma comunque incalzante e spregiudicato, senza veli.
Le sue indagini sono le nostre indagini, ti coinvolgono cosi tanto che sembra di vivere a Los Angeles e di viverci da una vita.
Un romanzo intrigante ad alta intensità, ti trasmette emozioni forti. Azione, tattica e amore ne fanno un thriller magistrale.
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LA DECISIONE

Voto: 6

E' scritto bene ma troppo breve, qualche pagina e flashback in più avrebbero sicuramente reso il libro più completo e approfondito.
Sicuramente il compito di Britta Böhler non era semplice, quello 'manniano' è un mito vasto e difficile con cui confrontarsi ma la fine così repentina mi ha lasciato un po' deluso.
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LA CITTA' BUIA

Voto: 7

Non uno dei migliori di Connelly ma comunque incalzante, senza veli e molto ben scritto.
La particolarità è la taratura della storia che, seppur si tratti di un'indagine condotta già nell'immensa città degli angeli, allarga gli orizzonti all'internazionalità di quella paura che inziava a prendere piede e che sarebbe sfociata pochi anni dopo con l'11 settembre: il terrorismo.
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LA LUNGA MARCIA

Voto: 6

Adoro King come scrittore perchè riesce ad essere sempre attuale con una schiettezza fuori dai denti disarmante.
Non so come ci sia riuscito ma anche in questo romanzo vedo una sorta di preveggenza sulla socità che da lì ai giorni nostri si sarebbe evoluta, fanno riflettere soprattutto le anolgie tra 'Il Maggiore' e Donald Trump.
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IL RESPIRO DEL DRAGO

Voto: 8

L'inversione di rotta la sto apprezzando moltissimo, non che mi annoiassi a leggere di Los Angeles, delle sue vie, distretti e dipartimenti ma ogni tanto cambiare fa bene e forse era più annoiato l'autore di scriverne che noi di leggere. Connelly ha fatto un ulteriore salto di qualità.
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LA RAGAZZA DELLO SPUTNIK

Voto: 6

La scrittura di Murakami è molto lineare, scorrevole e leggera, apprezzo molto le sue metafore naturalesche e le similitudini con gli animali. Il suo senso della vita e delle cose è molto profondo, misurato e studiato, sa come funziona la vita, qual è il suo scopo e come fare a raggiungerlo, ogni pagina permea di questa convinzione.
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DEBITO DI SANGUE

Voto: 9

Questo personaggio creato da Connelly è quello che più emoziona e intenerisce, la sua tristezza è infinita, la senti e la vivi nel petto dove proprio lui soffre non solo per i dolori legati al post-operatorio ma per una vita distrutta, disgregata e che trova senso solo con la 'The Following Sea'.
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L'INCENDIARIA

Voto: 9

Ritroviamo così un King 'prima maniera' che abbandona momentaneamente lo stilo gotico per tornare al soprannaturale e rispolverare in un certo senso quello che fu il suo primo romanzo.
La telecinesi e soprattutto la pirocinesi sono le fondamenta sulle quali l'autore costruisce l'intera storia rendendola terrificante senza comunque parlare di vampiri o mostri che sbucano dall'armadio.
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LA CADUTA

Voto: 9

Nonostante l’avanzare del tempo il nostro detective non perde lo smalto, anzi, come un buon vino, diventa più pregiato e prezioso con gli anni.
Giusta dose di suspance e personaggi credibili con una storia avvincente, ricca di avvenimenti in successione che tengono desta l’attenzione del lettore. Lo stile di Connelly è riconoscibile, la sua penna sapiente. Cosa si può chiedere di più ad un thriller che si rispetti?
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LE OTTO MONTAGNE

Voto: 6

Con la grazia della semplicità e una delicatezza capace di arrivare dritta al cuore di chi legge, Paolo Cognetti riesce a farci respirare l’anima della montagna, non certo come meta turistica, ma nella sua essenza più profonda. Facendola sentire e amare anche a chi, come me, non la conosce affatto.
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VUOTO DI LUNA

Voto: 7

Non è stato sicuramente il libro più bello che ho letto fino ad ora di Connelly ma si dimostra ancora una volta un grande creatore di trame. Intrecci che ti lasciano senza fiato, ben scritto e ben ideato anche se tutto si risolve in poche pagine.
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CUJO

Voto: 8

Bel libro, un King non ancora addentrato nel fantasy e capace con poco di creare una storia in grado di appassionarmi e commuovermi. Di quelle che ti fanno distogliere gli occhi perchè non vuoi sapere, ma che subito te li attirano con forza sulla pagina perchè invece sì che ti vuoi spaventare. Quelle storie che finiscono troppo presto.
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LA SCATOLA NERA

Voto: 6

Noi lettori viviamo della fantasia dei nostri autori preferiti ma quando un romanzo fa riemergere vicende e paure realmente vissute sulla propria pelle, allora tutto questo ci tocca profondamente.
Inutile infine elogiare le doti ormai note di Connelly.
Insomma, un romanzo leggermente sottotono ma da leggere per chi ama i gialli polizieschi.
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IL PROFUMO

Voto: 8

Con uno stile elegante e scorrevole Süskind traccia il profilo psicologico di un serial killer dopo averne raccontato l'infanzia quasi per provocare nel lettore uno stralcio di pietà e simpatia per l'assassino. Man mano che la storia si snoda l'interesse aumenta e conduce il lettore in un intreccio che lo tiene in sospeso fino all'ultimo respiro.
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Enrico